biancoenero

Nata tra la terra rossa. Tra ulivi così alti e belli da raggiungere il cielo, ne rubasti tramite loro due pezzettini per poterci vedere.
La prima guerra portò via il tuo Amore, la seconda, anche parte dei sorrisi. Le donne sole, al paese, reggevano le mura delle case. Gli uomini lontani ... La fame, vicina.
Terra generosa, che aiuta come può chi poco ha.
Nemmeno tu ricordi quante volte ti han chiesto: "Perchè non ti sposi ? Che donna sei e sarai senza un uomo.."
Penseranno che niente vali... Tante. Troppe.
Sempre osservate le donne rimaste da sole.
Sempre criticate. Giudicate. "Non sei una madre, non puoi capire".
Ai tuoi tempi, quello che eri, era vergognoso, insensato.
Per i più miti, ridicolo.
Capricciosa, incapace di cucinare, poco propensa alla fatica ed anche zitella...!
Lamentosa, gelosa, istigatrice ... "Certo è zitella!"
Le donne ai tuoi tempi erano bambine, sorelle, mogli e madri.
Le donne ai tuoi tempi erano nonne, zie, amiche, amanti.
Le zitelle ai tuoi tempi, donne non erano. Di sicuro non amate.
E dovevano correre il doppio per non essere criticate, dovevano essere tanto più generose per avere un sorriso, dovevano essere sempre disponibili, in ogni momento.
Io t'ho amata subito.
Eri così simile a me, stessi occhi, stesso sorriso.
Sangue simile il nostro. Stesso cognome.
Stesse domande mi facevi ogni volta guardando il fidanzato nuovo:"Questo, è quello giusto?"
E la delusione, quando ti rispondevo:" Non lo so".
"Figlia mia guarda come sono ridotta io ...". Ed io ti ho guardata spesso, tutte le volte, attentamente.
Non eri messa peggio di tante donne piene di figli, di nipoti, di corteggiatori, di amanti...
Di mariti.
Infelice? Di sicuro meno di loro, e non per forza più sola.
Ricordo che alla fine di questa estate, mi hai preso la mano, me l'hai baciata.
La prima a farlo fu mia sorella, per ringraziarmi di essere lì con lei:la malattia spesso allontana le persone.
Non è allegra, e quando qualcuno ti resta vicino, è come se ricevessi un regalo, e stringi quelle mani, le baci.
Io ti ho regalato solo spiccioli della mia vita. Ero lontana. Tu, da lontano, ci sei sempre stata.
Piccoli fili di Arianna? Genetica?
Non lo so, ma le cose che ci legano sono tante.
Dai, sediamoci, ti ho portato un grande cesto di fichi raccolti dall'albero.
Tranquilla, abbiamo tutto il tempo.
A Chiara, una bambina di 94 anni, ultima sorella di mio Padre.
E “zitella”.
Come me.
