...l'Eros vive i suoi momenti privilegiati quando si diverte a sorprenderci con inattesi incontri felici. Ha una sua provvidenza. Essa richiede una nostra fede libera e profonda...
Cerco di far ordine nel mio inventario, quello nella mia testa. Fatto tutto, tutto già caricato. Che stanchezza, sarebbe da mettersi a letto per riprendersi, altro che partire. Stavolta partire è dura, più dura che mai. Queste considerazioni te le permette l'età, la saturazione raggiunta, cosa altro...? Non lo posso dire con certezza. Chiudo l'anta del portoncino d'ingresso, primo ferro in alto, secondo ferro in basso. Ho evitato di guardarmi intorno, ma davanti la porta d'ingresso la visione del paesaggio è inevitabile. Nel silenzio della casa, come tutti gli "abbandoni", parlano le emozioni. Mio padre fermava l'immagine dipingendola, io cerco di fermarle scrivendole. Non cerco la forma migliore, cerco la meno "peggiore", di certo la più sincera. Questa casa mi ha dato tutto quello di cui avevo bisogno, ed ogni volta che la lascio, diventa sempre più difficile. E' una casa tanto da risistemare, con tanti spazi "sprecati" (evviva gli spazi sprecati!) ma per me, è la più bella casa, l'unica in cui vorrei restare. Appoggio la testa su questa mezza porta chiusa, chiudo gli occhi e sento il sole caldo sulla schiena. Anche stavolta ce l'abbiamo fatta a venire qui, eh Mimmi? Sei la persona che mi sostiene da anni, ed è tanta la condivisione che anche per te questo posto è diventato importante... Dentro casa l'aria è come una carezza, e l'ombra un invito. "-Se finisse il Mondo adesso, ne sarebbe valsa la pena...che bello, qui...-". La "castellana" ti sorride, Domenico, sorride a Susanna, a Carlo e Giusi,a Joe ed Angela...Giò-Giò, amico mio...quanto tempo avremmo potuto passare qui, insieme... Penso a Marisa, Anna Maria, Luciana, Orlando, Silvio, Antonio, Cosimo("Ma che raffineria,e quanta bella gentaglia! Cosimo, ancora rido per questo tuo racconto!) a Silvia, alla sua sorpresa che rimette in gioco la credibilità di "Carramba" che sorpresa...E chi se l'aspettava vedersela apparire camminando nell'acqua verso me... Maria, Giorgio, che bella giornata! Son riuscita a fare il primo bagno con voi! Eccheccavolo,Giorgio! Una vittoria per me l'averti visto" rientrare" in acqua! Sorrido pensando ad Alessandra, alla sua meravigliosa verve, la sua vera eleganza, la sua indipendenza, al suo amore tanto simile al mio verso questa Terra, dove tanto manca, e niente manca, dove prima o poi arrivi al momento in cui basta tutto quel che c'è. Questo mare, per noi,Alessandra, è il più bello del Mondo, ed anche se sappiamo che stiamo mentendo entrambe(forse) son certa che mi sorridi, e capisci il senso di questa "bugia". Sorrido a Giovanni, che mi viene in mente sempre e solo mentre pesca...A Francesco, a Raffaella con le sue poche parole, e la sua ancor evidente bellezza, a Fernando e Silvana, presenti come sempre in ogni particolare, a Maria e Vincenzo, a Sebastiano preso dal suo lavoro e disponibile anche a 38 gradi, dico un sincero "grazie"...A Padre Antonio dico che se ci rifila un altra "sola" e non viene a cena all'ultimo momento... disegno con la bomboletta un graffito sulla tonaca mentre celebra la Messa! Immagini. Singole, in sequenza, importanti, meno importanti. Quando te ne vai da un luogo che ami, quelle porti con te. Mio fratello, i miei nipoti, Marcello, non eravate presenti stavolta, ma siete stati con me, come sempre. Alla prossima estate... E' stata, una bella estate. Cretina, non piangere e parti, che si replica.
La testa tra le mani, lo sguardo verso il nulla.
Cerco una sigaretta,nel bagaglio dei desideri.
"Il fumo fa male, e lei men che meno deve fumare, visto che i suoi polmoni... Etc. etc. etc..."
I miei polmoni portan le stesse tracce dei miei sogni, delle mie aspettative, del mio vissuto.
"Segnati".
Inevitabile.
Non è peggiore di tante altre vite la mia.
Spesso fortunata, spesso molto felice.
Il bilancio non è in perdita togliendo le "dipartite" che non hanno un "peso quantificabile".
Le persone che son contate nella mia vita, mi mancheranno sempre, nei migliori e nei peggior momenti.
E' passato tanto tempo anche dall'ultimo dolore: anche questa volta son qui a ricordarmene, quindi di dolore non sempre si muore.
Del tutto, almeno.
"Se mi lasci, muoio".
Quasi vile, riuscire a dirlo a chi si ama.
Quasi un tentativo di induzione ad amarci, di plagio, di ricatto.
Chi ci ama, deve poterci amare come può amarci. E noi amarlo per come è, non per come vorremmo fosse.
Il mondo delle parole, dei pochi fatti, della tanta teoria, della smodata pratica praticata male.
E giù parole...parole.
Voglio un silenzio mio, dove riuscire a parlare con me stessa, ritrovarmi con qualcuno che non mi faccia domande, e che ascolti.
Che sappia ascoltarsi, ed ascoltare.
Vorrei un mondo con meno protagonisti fasulli e più controfigure selezionate.
Scenografi preparati, bella musica.
Buoni rumoristi.
Perchè il Regista, è il mio miglior Regista che potessimo avere.
E' lo staff, che lascia a desiderare.
Mi accorgo di camminare senza far rumore.
Tengo a freno anche il respiro per non rovinare percezioni così belle.
Questa piazza, al mattino presto, è di una bellezza che lascia senza fiato.
No, non mi son rovinata anche io. Ce l'ho fatta a rimanere sensibile alla bellezza.
Ho visto uscire dai portoni persone con gli occhiali scuri, ma meno scuri dell'espressione stampata sul viso, un espressione dura,stanca, piena di livore.
Questa piazza di notte è una puttana chiassosa, quasi sempre volgare, sporca.
Va avanti fino al mattino con le sue grida invadenti. La gente che la vive da sempre, di notte, la odia.
Anni di lotte, di telefonate, di firme raccolte da chi ci vive e ci dorme e poi lavora e poi ci chiacchiera, e poi ci porta i figli a giocare..."-Le piazze sono dei giovani,non fate questi discorsi da vecchi, i giovani si devono esprimere...!"
Però Lei, saggia Signora, ha i doppi vetri, non ci si ferma sempre a dormire nei paraggi, e fa questa bella figura, asserendo codeste magnanime parole.
Chi ci vive, non avendo dormito nemmeno un ora, incazzato come il cane che lo tira al guinzaglio, appena apre il portone, ha voglia di sputarci a terra, non solo di farci lasciare i bisogni dal fedele amico dell'uomo.
A che è servito tutto questo tempo, mi chiedo. A niente. Tutto come prima.
Piazza Navona, 1977. Cammino veloce, attraverso questa altra piazza amata.
"-Ehi tu, capitalista, mi dai qualche soldo?"
Mi fermo, mi giro, e vedo un tizio seduto sui gradini della chiesa con un altro farlocco.
Li guardo, e di sicuro le parole non tardano ad arrivare.
"- Testa di c...., il mio vestito costa un quarto dei tuoi Levi's, è del mercatino dell'usato, e tu alza il culo e vai a lavorare, che è per colpa anche Tua se le cose andranno peggio, tu che non andrai a votare per non mischiarti col Potere, farai il Suo Gioco, idiota!-.
Non è cambiato niente.
E forse questo momento è bene che me lo goda.
Questa luce che arriva dalla vetrina è "silenziosa", è la luce del sole, quella del mattino.
Scalda lo stesso, timidamente, come tutte le meteore che attraversano la nostra vita, ed in momenti "nostri" come questi, scaldano come il sole di Domani.
Mi son chiesta se non sia un reato non "trasgredire"in molti casi.
Me lo chiedo ancora ed ancora...
La cura della maggior parte dei nostri mali sarebbe non sapere nulla di
quanto accade nel mondo e non viene punito.
Retorica.
Retorica, forse.Magari lo fosse, mi sentirei meno presa per il culo.
Mi incazzerei meno quando anche solo nei films mi trovo a leggere"la legge è uguale per tutti".
Una delle cazzate più clamorose da che a memoria d'uomo si ricordi.
Quante volte ho desiderato io stessa di avere un tesserino, una paletta, per poter fermare un auto blu con a bordo la sciura, la femmena, di chissà quale autorità,( o con quante chissà quantità di soldi) che senza problemi
entra in una zona con mille divieti dove chissà quante persone han beccato una multa semmai per potersi evitare
di portare un mobile a spalla e crepare d'infarto...
E non è per le auto blu e per le sciure che mi incazzo, ma per i loro modi, i loro sguardi seccati, intolleranti infastiditi da chi non si sbriga ad attraversare semmai carico di borse e sotto il diluvio mettendo a rischio il loro
preziosissimo Tempo.
Avrei voluto avere dalla parte mia, un Potere.
Una volta tanto, per fare una cosa giusta.
Ma tutti quanti promettono il loro meglio, ci prospettano un domani migliore, e qualche volta, stanchi come siamo, ci troviamo anche a crederci.
Stanchi di dover lottare contro multe, tasse, scadenze che stenderebbero anche un alieno.
Ci coloriamo il presente con sogni e relative Realtà, improbabili Certezze.
Per arrivare con il nostro unico Permesso al Divieto di non credere ad un Futuro Migliore.
Viva la Vida.
Questo è quello che pensa di me la gente. Fate una cosa, fate conto che non sia così. Io non capisco niente, o perlomeno, meno di quel che pensate. Alla mia età sono arrivata al punto di provare invidia per chi riesce a farsi i cazzi propri. A pensare solo a se stesso, a star bene. Mi chiedo se tanto poi alla fine cambi qualcosa, a parte il giudizio della gente. E mi dico che allora è davvero lo stesso, visto che della gente, non me ne è mai importato. Mi siedo, con la testa tra le mani e gli occhi chiusi, come i bambini che chiudendo gli occhi pensano che nessuno li veda e li possa trovare. La colpa come al solito è solo mia. Siamo noi che diamo il potere alla gente di farci star male, solo noi. Oggi mentre scrivevo alcune cose, non ho pianto. Sono sorpresa di non averlo fatto, di solito per molto meno, le lacrime scendon giù. Mi chiedo perchè mi racconti di te, del tuo amore che torna a farsi sentire. Mi chiedo se ti sei reso conto di quel che eri, di quanto fossi importante per me. Mi chiedo se ti sia mai reso conto di quanto silenzio mi sia dovuta circondare per andare avanti, per aver la forza di svegliarmi al mattino. Penso con vergogna a tutti gli amori di cui ho avuto bisogno per riuscire a farlo, dopo poche ore di instabile sonno. Io, egoista come tutti, ho chiamato "amore" gli Angeli. Ho avuto voglia di vederlo l'amore a modo mio, per salvarmi da te. Egoista, come tutti. Son certa che mi capirai.
Ti sei svegliata anche oggi dieci minuti dopo il previsto. Il caffè ferma i sensi di colpa e ti dirige come Von Karajan verso la porta di casa. Ritardo. Poi mi dico però che aprire mezz'ora dopo non cambia niente. Fuori vedo la gente che cammina veloce. Il freddo è tagliente. Mi chiedo dove sarai tu, adesso. Massaggiatore in Kerala? O disteso a bere guardando l'oceano di Goa... Sposato con una bella indiana come te, o sempre a dire ad ogni donna incontrata, "Sei la più bella"... Mi chiedo che fai tu, adesso, a Berlino. Se cammini veloce ed in ritardo verso il corso di tedesco, o se ascolti a volume alto Mahler... Amore Eterno. Forse sì. Siamo onesti, chi si è amato fortemente resta sempre un amore per noi, anche se vestito meno a festa. Vedo con occhi diversi, tutti i difetti che mi fecero soffrire nelle persone che ho amato. Ho accettato a fatica i miei, e fatto grandi sforzi per rendermene conto. Sorrido e mi chiedo se poi sia così male questo pacchetto di doloretti aggiunti, questi capelli bianchi, e sempre meno tempo da dedicare a quel pensiero fisso e martellante presente a vent'anni. "E se muoio". Adesso mi vien da ridere, penso "che domanda di ca...!Se muori, muori!". E che sei Nembo Kid?! E rido. E mi dico se non sia davvero bello aver voglia di giudicare di meno, cercare di non dire "no". Non sempre, "no!". A volte mi diverto anche a rivedere le frasi convenzionali, invece di fare le parole crociate. Quante volte ho detto "porco Giuda", "sei un Giuda", quante... E mi chiedo anche quanti Giuda ho incontrato, e quanti poi mi possano aver fatto del male davvero. E quanti di quei Giuda fossero poi tanto Giuda, tanto più di me, in questo bel rebus frase che è la Vita. Qualcuno tanto più di me, ma qualcuno forse era solo confuso, impreparato quanto me. Alla Vita. Alle cose da fare e non fare, alle scelte che ti bloccano l'appetito, a quelle che ti lasciano affamato. Cara Befana, portami tanto carbone. Dolce.
Avete provato ad osservare le espressioni della gente che incontrate?
Mi chiedo se i ghigni, le smorfie di disapprovazione, i sorrisi ebeti e gli sguardi persi,
siano in dotazione dalla nascita, o li indossino al mattino come un vestito.
Mi guardo adesso allo specchio.
Eh si, e mica critico soltanto gli altri.
Occhi gonfi, sguardo poco leggibile, imbarazzato e quasi sfuggente.
La Vita, la regista più importante di noi tutti, attori.
La Natura non aiuta tutti al momento della nascita, qualcuno nasce bello, qualcun altro meno.
Qualcuno diventa forte, qualcun altro no.
E questi attori, noi tutti, man mano che gli anni passano, si trovano sul viso i segni di un trucco
più o meno calcato, e anche da questo, forse, nascono poi quelle espressioni, sui volti che osservo
al mattino. Vorrei non avere occhi che guardano oltre. Vorrei non avere una testa piena di domande.
Vorrei amare molto meno di quanto amo, credere in molto meno di quanto sia disposta ancora a credere.
Vorrei avere più certezze, meno disillusioni, e spesso vivere una seconda Vita, eludendo la mia.
Questo lo dico adesso, mentre dentro di me, c'è un grande freddo.
Mi è morto un gatto, uno dei 4 gatti che m'ero portata qui, lontana da casa mia, uniche tracce di un passato
in parte da dimenticare come quello di tanti altri.
Una dei 4 se ne è andata l'altr'anno, adesso lui.
Mi ha riaperto ferite per niente dimenticate, mi ha ricordato immagini e suoni, parole e sensazioni.
Che imbecille.
Mettersi a scrivere di un gatto morto, con tutta la gente che muore.
Ho 50 anni, e sono imbecille, questo me lo dico da sola.
Però sappiate che del giudizio degli altri, non me ne può più fregar di meno.
Che l'imbecille adesso, piange perchè lo ha deciso lei, e non perchè ne avete il potere.
E sui vostri ghigni, ci sorride.
Liberami dal Male, amen.
Stasera mi rivedo il film.
Ho ricevuto l'invito da un bloggher a partecipare al suo blog. Più che invito è una specie di
passe&partout per poter accedervi.
Lo ha dovuto rendere privato per le delusioni che ha avuto nell'arco di alcuni anni.
Sorrido e penso al potere che ha la gente su ognuno di noi,me per prima.
Lui ha chiuso e reso privato il suo "spazio" io mi son blindata dentro un negozio,una casa ed un computer.
The power of love.
Bella canzone e triste verità.
E pensare che nel nome di parole così uniche ed importanti son successi gli avvenimenti più crudeli
e nefasti nella storia dell'umanità.
Amore, libertà, pace, lavoro, rispetto.
Partendo da Elena di Troia, all'arcipelago Gulag, all'Armenia, sostando a caso in qualsiasi parte dell'Africa
e fermandosi con tristezza in Tibet.
Amore,Libertà,Pace,Lavoro,Rispetto.
Cercasi.
Ancora e per sempre, fino a che campo.
Bella la poesia di Gaber.Perchè di poesia si tratta.
Grazie Gatto quatto. Metti su il caffè, arrivo.